Piatti tipici Venezia: le migliori degustazioni venete

Piatti tipici: Venezia capitale dei cicchetti ma non solo! Ogni piatto una storia e ogni storia è un viaggio alla scoperta della Serenissima.


Venezia la Serenissima, elegante e misteriosa. L’iconica piazza San Marco, il Ponte dei Sospiri, il Carnevale. Quante immagini meravigliose ti vengono in mente pensando a Venezia? Non si vive di sola bellezza però! Per fortuna anche sui piatti tipici Venezia ha da dire la sua. 

Vieni con noi a fare un giro tra le calli, di bistrot in bistrot. Andiamo alla scoperta dei piatti tipici veneziani e delle preziose materie prime tipiche della laguna. La cucina veneziana è molto influenzata dal presenza del mare e dagli ingredienti che questo offre. La tradizione culinaria è permeata sia dell’offerta del territorio che dalla vita che si fa e si faceva in città. 

Se pensiamo ai piatti tipici, Venezia ha una peculiarità che la rende unica in Italia: i cicchetti. Questi sono infatti l’eredità gastronomica della Venezia di un tempo e delle abitudini dei veneziani. Dal 1200 è stata per secoli centro di scambi e commerci fiorenti. Quasi tutto il mondo allora conosciuto si incontrava per fare affari a Venezia e la vita dei mercanti era davvero frenetica! Cosa mangiare a Venezia quando il business ti chiama? Facile! un’ombra di vino uno spuntino veloce: ecco come sono nati i cicchetti, molto simili alle tapas spagnole. All’epoca i cicchetti erano venduti quasi soltanto dai bacari, piccole botteghe con pochi posti. Qui i mercanti potevano fermarsi per un brindisi o una pausa veloce, spesso in piedi, e tornare velocemente a lavoro.


Piatti tipici Venezia: i cicchetti più famosi

Quante splendide storie ci regala il nostro paese. E che bello è trovarle ancora vive sulle nostre tavole, non trovi? Quella dei cicchetti poi è davvero affasciante. Ricchi uomini di origini e culture diverse, con i loro abiti broccati e i sacchetti di monete, che brindano e gustano qualcosa di semplice ma buonissimo. Si, va bene buonissimo ma, precisamente, di cosa si tratta? Vieni a scoprire con noi quali sono i cicchetti tipici della Serenissima



Il baccalà mantecato

E' tra i piatti tipici veneziani più famosi, ed è anche il chicheto che non può mancare. Il baccalà mantecato raggiunge l'apice della bontà spalmato sul crostino di buon pane caldo. Un bel trancio di baccalà sfilacciato, olio, aglio, sale, pepe, alloro e limone. Bastano davvero pochi ingredienti per un gusto incredibile. Il segreto? 24 ore di ammollo e 20 minuti di cottura in acqua e latte, fondamentale per la morbidezza della carne.



Le sarde in saor

Un altro chicchetto imperdibile sono le sarde in saor. Nata per nobilitare un po' questo pesce povero, la ricetta oggi è uno dei pilastri della cucina veneta. Cosa c'è nelle sarde in saor? È presto detto: sarde, cipolla, aceto, uvetta e pinoli. Lista della spesa minimal ma gusto wow. In dialetto infatti saor significa sapore e qui, fidati, non manca davvero!


Fegato alla veneziana

Stanco del pesce vuoi passare alla carne? Nessun problema, tra i piatti tipici Venezia ti offre l'imbarazzo della scelta. Ecco allora un altro baluardo dei menù dei bacari: il fegato alla veneziana. Fegato di vitella reso tenerissimo dal burro in cottura, condito con l'immancabile cipolla, aglio, prezzemolo, sale e pepe. Una vera istituzione.



I fritti alla veneziana

Stai davvero ancora pensando a cosa mangiare a Venezia? Fai bene, perché la lista di è ancora molto lunga. Un altro cicchetto caratteristico sono i fritti, in tutte le variazioni possibili. Un bacaro o bistrot che si rispetti deve offrirti per forza qualcosa di fritto. Pensa che esistono locali specializzati solo in questo tipo di pietanze. Che siano fiori di zucca ripieni, gamberi, calamari o le moeche, dei granchi pescati nel particolare momento della muta, poco importa. Ciò che conta davvero è che ci sia una pentola di olio bollente e qualcosa di croccante e dorato da stuzzicare.



Piatti tipici veneziani: primi piatti gustosi

Non solo cicchetti sui menù veneziani però. L'offerta gastronomica è vasta, e attinge a piene mani dal territorio. Seguici alla scoperta di tre primi piatti davvero caratteristici, che non mancano mai sulle tavole dei veneziani.



I bigoli in salsa

Il primo piatti di cui ti vogliamo parlare sono i bigoli in salsa. I bigoli sono una sorta di spaghettoni all'uovo, un po' ruvidi, tipici proprio di questa zona. La salsa invece è fatta da cipolla, preferibilmente di Chioggia, e sardine. Per ottenere una mantecatura cremosa e irresistibile bisogna usare l'acqua della pasta. L'ingrediente segreto che fa davvero la differenza.



Risi e bisi

Nella cucina la stagionalità è fondamentale, per questo risi e bisi - cioè riso e piselli- è un piatto tipicamente primaverile. O almeno così dovrebbe essere per poter apprezzare al massimo il gusto dei pisellini freschi, appena colti. Viene preparato con la pancetta e aromatizzato con il prezzemolo, ed è una via di mezzo tra una zuppa e un risotto.



Risotto di Gò

L'ultimo primo piatto che ti presentiamo è il risotto di Gò, cioè di ghiozzo. Il ghiozzo è un pesce tipico della laguna brutto ma saporitissimo. Per fare questo piatto si utilizza principalmente il vialone nano, risotto caratteristico della zona, che viene cotto in un brodo fatto appunto col ghiozzo. Il risultato è un risotto cremoso e molto saporito, una vera delizia.



Un ingrediente che non può mancare: la polenta

Va bene la laguna, va bene il territorio, ma c'è un ingrediente neutro che fa da legante tra mare e terra: la polenta. Accompagnata dal baccalà al posto del classico crostino, o dalle schie, i gamberetti di laguna, la polenta non può mancare tra i piatti tipici veneziani.

Due abbinamenti davvero local la vedono schierata insieme al musetto o alla sopressa. Il musetto è una specie di cotechino ma con la grana più grossa. E' fatto appunto con il muso del maiale ed è perfetto con la polenta perché questa ne assorbe il grasso. Se il musetto è comfort food tipico del grigio inverno veneto, la sopressa è la degna sostituita primaverile ed estiva. Come puoi facilmente intuire, la sopressa è salume. È tipico del vincentino, ma in realtà ogni provincia ha la sua ricetta, simile ma non uguale alle altre.



Venezia e i suoi dolci

Quando pensi alla cucina veneta ti vengono in mente solo piatti salati? Per fortuna ci siamo noi che siamo qui anche per raccontarti la tradizione dolciaria veneziana. Forse non sai che Venezia è stata tra le prime città europee ad avere a disposizione lo zucchero, anche in grande quantità. Un notabile veneziano infatti, Giorgio Corner, era proprietario di una vasta piantagione di canna da zucchero a Cipro, dove la figlia divenne addirittura regina. Hai già l'acquolina in bocca? I dolci di Venezia ti aspettano!



Le fritoe

Non si può parlare dei dolci tipici di Venezia senza riservare il posto d'onore alle fritoe, le frittelle. Pensa che all'epoca della Serenissima erano una cosa talmente seria da essere nominate Dolce Nazionale  della Repubblica Serenissima. Ad un certo punto i produttori di frittelle, i fritoleri, si sono addirittura riuniti in una Corporazione . Erano circa 70, ognuno aveva la sua piccola bottega in legno e una zona dove poter vendere in esclusiva. L'arte delle frittelle si poteva tramandare solo di padre in figlio, nessun nuovo ingresso era ammesso nella corporazione. Questa organizzazione è andata avanti dal 1600 al 1800, ma l'arte della frittella non si è mai spenta a Venezia.

La ricetta originale di questo dolce risale al 1300 ed è custodita in un documento nella Biblioteca Casatenense di Roma. Uova, farina, zucchero, burro, pinoli e uvetta, il tutto fritto e mangiato. In origine erano tipiche del periodo del Carnevale ma oggi si trovano tutto l'anno. Come dice quel famoso spot? Se non ti lecchi le dita godi solo a metà.  



La pinsa veneziana

La pinsa è un dolce tipico dell'inizio dell'anno e dell'Epifania. In dialetto si chiama torta dea marantega che è proprio la Befana. Nasce come dolce povero e contadino, fatto con spesso con gli avanzi, e nel tempo si è arricchito. Se devi scegliere cosa mangiare a Venezia e capiti nel periodo giusto dell'anno, questa torta sarà una bella coccola. È fatta con farina, uova, pane raffermo, burro e zucchero, cui si aggiungono semi di finocchio, miele e frutta secca, ad esempio uvetta e fichi. In passato si mangiava durante i falò dell'Epifania, in cui si bruciavano le cose vecchie. La leggenda voleva che a seconda della direzione presa dalle faville il raccolto del nuovo anno sarebbe stato buono o cattivo.



I bussolà e le esse

Con la sua varietà di piatti tipici Venezia non è davvero seconda a nessuno, ma anche con i suoi dolci non si scherza. Per presentarti il prossimo però dobbiamo andare in trasferta. I bussolà infatti sono biscotti secchi tipici dell'Isola di Burano. Nascono anche loro all'epoca della Serenissima ed erano fatti dalle mogli dei marinai per dare conforto ai mariti nei lunghi periodi in mare. Si dice che quando le donne infornavano l'isola si riempisse del profumo dolce e vanigliato dei biscotti. I bussolà hanno la forma di piccole ciambelle e prendono il nome proprio dal buco, che in dialetto si dice busà. Col tempo la stessa ricetta si è arricchita di un nuovo formato, le Esse, considerati più comodi da mogiare nel latte, e da varianti più condite. Se dai un'occhiata alle vetrine dei negozi potrai trovarne facilmente con gocce di cioccolata e frutta secca.



Piatti tipici, Venezia e un'ombra di vino ad accompagnare

Dopo questo tour gastronomico siamo sicuri che avrai le idee un po' più chiare su cosa mangiare a Venezia. Quindi vogliamo lasciarti con un'ultima piccola curiosità. I veneti, si sa, sono dei gran bevitori, complice anche il clima non sempre mite. A Venezia, l'immancabile bicchiere di vino è associato ad un modo di dire insolito: un'ombra de vin. Magari lo avrai sentito dire ma siamo quasi sicuri che il motivo ti sfugge. A piazza San Marco i locandieri erano soliti servire il vino su tavoli di legno. Per proteggere il vino dal sole questi tavoli venivano spostati seguendo l'ombra del campanile di San Marco. Da qui il curioso modo di dire, che ormai è parte integrante del veneziano doc. 

Ora che la cultura enogastronomica di Venezia non ha più segreti per te ti resta solo una cosa da fare. Cosa? Prenotare il tuo weekend tra i canali, ovviamente! 

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