Cosa vedere a Catania: attrazioni e monumenti

Sorge ai piedi dell’Etna ed è la città di Verga, Bellini e Majorana. Cosa vedere a Catania a tutti i costi? Resta e lo saprai gratis.


Dopo l’anteprima sulla Sicilia, entriamo nel dettaglio e scopriamola un po’ alla volta. Cominciamo dal versante del Mar Ionio, e da una delle località più rappresentative di questa stupenda regione. Grazie al titolo già sai qual è. Però quello che non sai è cosa vedere a Catania senza alcun dubbio.

Distrutta e ricostruita ben 9 volte a causa di eruzioni, terremoti e guerre, ha l’anima di una fenice. Infatti l’inscrizione su Porta Garibaldi recita “Melior de cinere surgo”, cioè “Rinasco dalle ceneri più bella di prima”. Il suo nome deriva dalle parole greche katà e aitnè, cioè: nei pressi dell’Etna. Tra i suoi soprannomi invece c’era quello di “Atene Sicula” per l’assonanza con la capitale ellenica: kai Atena! Ok, smettiamo i panni di Alberto Angela e concentriamoci su cosa vedere a Catania.


Cosa vedere a Catania partendo dal suo cuore

Famosa come la “Milano del sud” per il rapido sviluppo negli anni ’60 e ’70, dal 2002 è sito UNESCO. È infatti una delle 8 città barocche del Val di Noto. In realtà si tratta di località appartenenti a province diverse. Tuttavia le accomuna lo stesso stile architettonico urbano. In particolare il suo centro storico ne raggruppa numerose testimonianze. Ecco perché la risposta alla domanda: cosa vedere a Catania? Inizia proprio da qui: 

Piazza Duomo. È il punto di raccordo per la maggior parte delle visite guidate. Qui spicca la Fontana dell’Elefante con l’obelisco egizio. La statua dell’animale è il simbolo della città dal 1239. Prima di questa data infatti l’emblema era San Giorgio. Pare che il pachiderma di pietra abbia il potere di placare l’ira dell’Etna! Nel giro di pochi metri trovi pure la Fontana dell’Amenano, il fiume che scorre sotto la città. La chiamano anche Fontana dell’acqua a linzolu. La ragione sta nell’usanza antica di lavarci i panni, e per il flusso idrico a cascata che ricorda proprio un drappo. 

Cattedrale di Sant’Agata. È all’interno della piazza però merita un cenno a parte. Dedicata alla Santa Patrona della città, racchiude diverse opere e pure le reliquie della Martire celebrata il 5 febbraio. Custodisce inoltre anche le spoglie di Vincenzo Bellini, riportate qui da Parigi nel 1876.



Perditi in qualsiasi strada ma non perderti queste due vie

Nella seconda città più grande della regione dopo Palermo ci saranno centinaia di strade. Due sole vie però contano più di tutte. Cosa vedere a Catania di unico e in meno di 4 chilometri? Facile a dirsi e ancor più a farsi. Tra bar e negozi, chioschi e botteghe troverai ogni sfumatura della Sicilia: 

Via Etnea. È l’asse principale e prende il nome dal vulcano che le fa da sfondo. Nelle giornate più terse lo vedi spesso sbuffare. Ogni giorno ci incontri sia turisti che autoctoni. È una passeggiata di appena 3 km, ma vale ogni singolo passo. Inoltre è la strada dello shopping e dello street food. 

Via dei Crociferi. In appena 200 metri racchiude ben 4 chiese. Ci sono infatti San Giuliano, San Nicolò all’Arena, San Francesco Borgia e San Benedetto. Quest’ultima sorta “per miracolo” dalla sera alla mattina. Secondo un’altra leggenda qui si aggira lo spettro di un cavallo senza testa. Nel 1700 si narra che un giovane sfidò la maledizione percorrendo la strada di notte. Piantò un chiodo alla fine del tragitto come testimonianza. Facendolo però attaccò pure il proprio mantello al muro senza accorgersene. Andando via pensò che il fantasma l’avesse afferrato e morì per la paura. In sintesi, se ti chiedi cosa vedere a Catania, meglio farlo di giorno! Ovviamente è una battuta.



Cose da vedere a Catania…che solo a Catania potrai vedere

Da Roma a Pompei, da Napoli a Trieste, tante località ospitano siti archeologici o antiche fortezze. Solo qui però ti imbatti in degli scavi girando i vicoli del centro, e addirittura “spostano” i palazzi. Sei curioso? Ottimo, era proprio il nostro scopo. Ecco cosa vedere a Catania di così particolare: 

Il Teatro Greco-Romano e l’Odeon. Mentre cammini tra edifici stile ‘700 o contemporanei, svolti l’angolo e torni indietro di mille anni. L’area dell’anfiteatro infatti è parte integrante del tessuto urbano. L’atmosfera è davvero suggestiva. In origine la struttura accoglieva circa 8mila persone. Qui si svolgevano anche le cosiddette “naumachie”. Si tratta di rappresentazioni di battaglie navali per le quali si inondava la conca di acqua. Poco distante c’è pure l’Odeon, teatro minore concepito per spettacoli musicali ed esibizioni più modeste. La sua capienza si stimava in circa 1500 unità. 

Il Castello Ursino. Non ci crederai però questo maniero normanno prima si trovava a strapiombo sul mare. Oggi invece sta almeno 2 chilometri nell’entroterra. Come è possibile? Terremoti ed eruzioni tra il 1669 e 1693 sconvolsero completamente il paesaggio. Fu dimora reale, carcere e caserma. Oggi è un museo che racchiude, pare, uno dei chiodi usato per la Crocifissione di Gesù. 

L’Etna. Cosa vedere a Catania se non il suo gigante inquieto? A proposito, sapevi che per i siciliani questo vulcano in realtà è “femmina”? Eh già, infatti il suo nome deriva pare da Aitna divinità figlia di Gea e Urano. Il sito si trova a 20 km dalla città ma è tesoro del territorio e dell’offerta turistica, per così dire.



4 lampioni per 4 leggende

E se la risposta alla domanda: cosa vedere a Catania fosse “4 lampioni”? Suona strano ma è così. In Piazza Università noterai 4 sculture di bronzo, opera dei maestri Mimì Maria Lazzaro e Domenico Tudisco. Ciascuna è la rappresentazione di una leggenda popolare che adesso ti raccontiamo: 

Cola Pesce. È la storia più nota che narra di un nuotatore dalla incredibile resistenza in apnea. Federico II lo mise alla prova. Buttò in mare la sua corona, il suo anello e una coppa. Cola recuperò tutti gli oggetti. All’ultimo tuffo però notò che una delle tre colonne che reggono la Sicilia, quella sotto Messina, era incrinata. Si immerse nuovamente per controllare, ma non ritorno più in superficie. Accortosi infatti che la colonna stava per cedere, la sostituì con il proprio corpo sacrificandosi. Quando c’è un terremoto si dice ancora che è Cola Pesce che “cambia spalla”. 

Gammazita. Il nome è quello di una bellissima giovane vissuta intorno al 1280 durante la ribellione dei Vespri Siciliani. Di lei si innamorò un soldato francese. Tuttavia lei aveva già un fidanzato. Un giorno il militare la seguì dove raccoglieva l’acqua. L’uomo insisteva per farla sua. La ragazza però pur di sfuggirgli, si gettò in un pozzo. Il luogo è visitabile tutt’oggi nei paraggi del Castello Ursino. 

Uzeta. Era un valoroso cavaliere che sconfisse i due giganti Ursini, che dimoravano nel castello a picco sul mare. Il re Federico II per ricompensarlo del suo coraggio gli diede in sposa sua figlia. 

Anapia e Anfinomo. Si tratta di due fratelli sorpresi dall’eruzione dell’Etna mentre aravano i campi. Per salvare anche i genitori nella fuga, se li caricarono sulle spalle. La lava li raggiunse ma all’ultimo istante si divise lasciandoli illesi. Ecco cosa vedere a Catania per capire l’origine del mito di Enea e del padre Anchise.



Monumenti a Catania: il tour dei siti barocchi

Come accennato, il capoluogo siculo vanta più ricostruzioni di “Zion di Matrix” e forse addirittura della mitica Troia. L’ultima versione risale al post terremoto del 1693. Proprio per questo è evidente l’impronta architettonica tipica del periodo tra XVI-XVIII secolo. Se ti interessa cosa vedere a Catania per un tour a tema, ecco i luoghi tipicamente barocchi

Il Palazzo del Municipio, la Chiesa della Badia di Sant’Agata, quelle di Santa Chiara e di Santa Maria dell’Aiuto. Inoltre ricordiamo pure San Biagio, SS. Trinità, Sant’Agata al Carcere e il Monastero dei Benedettini. Quest’ultimo è uno dei complessi monastici più grandi e importante d’Europa. 

Oggi è sede del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università. Inoltre rappresenta uno spazio culturale di rilievo, dove si organizzano mostre, convegni ed eventi. Per finire aggiungiamo anche gli archi trionfali di Porta Ferdinandea e Porta Uzeda. Quanto elencato è tutto Patrimonio Unesco.



Catania e dintorni: tra spiagge e borghi marinari

Se in Puglia c’è Ostuni, la Città Bianca, la Sicilia risponde con la sua Città Nera. La ragione sta nella cenere e nella fuliggine dell’Etna che colora da sempre gli edifici di centro e periferia. Se ti chiedi ancora cosa vedere a Catania, noi rispondiamo con un’altra domanda. Perché fermarsi alla città e non esplorare pure i dintorni? Andiamo però per ordine e cominciamo dal centro. 

San Giovanni Li Cuti. Un po’ come con l’Anfiteatro Romano, anche questo suggestivo borgo marinaro è un sopravvissuto allo sviluppo urbanistico moderno. È il luogo ideale per mangiare pesce fresco e per godersi una piacevole passeggiata in uno “spazio dimenticato dal tempo”. 

Le spiagge. Ricorda che Catania è una località balneare. Su tutto il territorio infatti ci sono lidi attrezzati e aree libere, tra baie e calette. La più grande è Plaia, lunga circa 18 chilometri. Seguono Foce del Simeto, Marina di Cottone Fiumefreddo, Praiola di Giarre e San Marco di Catalbiano. 

I borghi della lava. Eccoci alla parte in cui ti diciamo cosa vedere a Catania nei suoi dintorni. Si tratta della famosa “Riviera dei Ciclopi”, ovvero rocce vulcaniche che emergono dal mare e che sono uno dei panorami più tipici ella zona. Il più noto è Acireale, poi c’è Aci Castello con la sua fortezza. Per finire c’è Aci Trezza, con il cantiere navale, le pittoresche barchette colorate e i tanti ristorantini.



I mercati popolari: ecco cosa vedere a Catania per scoprire quella vera

Cosa vedere a Catania per scoprire la sua anima autentica e verace? La risposta è i mercati popolari. Questi sono veri “teatri di umanità” genuina al 100%, e ovviamente pure di cibo e tanto altro. Per gli indigeni inoltre rappresentano la risorsa indispensabile per la tavola e la quotidianità. 

Per un visitatore come te diventano anche un’attrazione turistica e un’esperienza sensoriale. Immergiti tra profumi, sapori e colori. Il più famoso è La Pescheria, che si trova alle spalle di Piazza Duomo. Come suggerisce il nome qui vendono prodotti ittici venduti quasi appena pescati. 

L’altro si chiama in dialetto Fera ‘o Lumi, in Piazza Carlo Alberto. Si vende principalmente frutta, verdura, vestiti, giocattoli e oggettistica varia. La domenica infine si trasforma e cede il posto al mercatino delle Pulci.



Cosa vedere a Catania per finire in bellezza

Se la domanda: cosa vedere a Catania? È un quasi un mantra, noi ci meditiamo su e diciamo: 

Il Teatro Bellini. È l’auditorium dedicato al famoso compositore siciliano. Sul soffitto sono visibili affreschi che ritraggono le sue opere più famose: La Norma, I puritani, Il Pirata e La Sonnambula. La struttura conta un’orchestra di circa 150 elementi e un coro di 84 voci. Ogni anno il calendario di appuntamenti comprende numerose rappresentazioni tra lirica, concerti, piece e commedie. 

Villa Bellini. Si trova sulla Via Etnea e racchiude oltre 7mila metri quadrati di alberi e giardini, con fontane e un parco giochi per i più piccoli. Ospita eventi per ogni genere di intrattenimento. 

Palazzo Biscari. Edificio tra i più antichi, più belli e di sicuro il più importante del territorio. Ne parla ampiamente Goethe nelle sue memorie ed è pure location del video Violet Hill dei Coldplay. 

Catania sotterranea. L’Etna distrugge, però allo stesso tempo conserva. La città sotto la città ne è infatti testimonianza. Gallerie e cave erano rifugi e passaggi durante la Seconda Guerra Mondiale. 

Basilica Collegiata. Luogo di culto e opera d’arte in pietra lavica con la sua facciata unica al mondo. 

Il tour dei 7 musei. Ancora indeciso su cosa vedere a Catania? Tranquillo, se hai inclinazioni culturali la scelta è vasta. Ti segnaliamo infatti 7 musei da visitare in base a gusti, umore e compagnia: 

Tanta roba, non si discute. Rimasto senza parole? Su via, riprendi fiato e lasciaci un commento.



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Davide Bert

Giornalista pubblicista prestato al copywriting, dalla carta stampata alle pagine web. Ho iniziato a scrivere perché me lo ha consigliato lo psicanalista come forma di terapia, e lo faccio per lavoro così posso anche pagargli la parcella.
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