Cosa mangiare a Roma: i 20 migliori piatti tipici

Benvenuto nell’Urbe, un po' di languorino? Ok ti indichiamo noi cosa mangiare a Roma per poter dire di aver davvero provato di tutto.


Prima regola di qualunque soggiorno? Cominciare dalla cucina! Giochi di parole a parte, la Capitale è sinonimo sia di arte che di arte culinaria. Le sue ricette tradizionali sono note ed apprezzate almeno quanto i suoi monumenti. In mezzo a tanto ben di Dio cosa mangiare a Roma per nonperdersi nulla? Prosegui con fiducia e risolveremo il tuo dilemma. 

Stai leggendo questo articolo perché probabilmente ti trovi già in città. Forse sei un turista, ma sapevi in anticipo dove pernottare grazie alla nostra guida sugli hotel a Roma. Magari invece sei un “indigeno”, e hai voglia di scoprire se ti sei perso qualcosa tra le tante bontà di casa tua. 

Passa il tempo, tra rivisitazioni e contaminazioni, ma gli evergreen della tavola restano gli stessi. In un mondo che cambia, forse troppo alla svelta, queste piccole certezze danno un certo conforto. Tra pietanze e prodotti tipici di Roma, cominciamo quest’avventura all’ultima portata. “Slaccia” la cintura, perché alla fine del viaggio avrai almeno un taglia in più.


I primi piatti tipici di Roma

Il patrimonio gastronomico laziale è fatto di cose semplici, ma che devono essere cucinate bene. I prodotti tipici di Roma hanno un retaggio povero e contadino. Tuttavia la varietà e la ricchezza dei sapori è fuori discussione. Un’altra costante è la quantità. Quando si parla di cosa mangiare a Roma, si può dire che “non c’è più la mezza porzione”. Avanti coi primi: 

  1. Spaghetti alla carbonara. È uno dei piatti italiani più famosi, esportati e spesso contraffatti. Gli ingredienti sono: guanciale (non pancetta), uova e pecorino. Il segreto sta nel mantenere l’uovo della giusta consistenza. Non troppo liquido ma nemmeno trasformarlo in frittata.

  2. Bucatini alla Amatriciana. Il dibattito sul nome è ancora acceso. La città di Amatrice ne rivendica la paternità e l’origine del nome. L’altra versione del piatto è Matriciana, senza la “A”. Deriverebbe dal marchio, o matrice, impresso sulla guancia del maiale. Ad ogni modo gli ingredienti sono: pomodoro, guanciale e pecorino. I puristi scelgono pecorino romano e guanciale abruzzese. In questo modo sono tutti contenti. La naturale sapidità di quest’ultimo si sposa alla perfezione con la dolcezza del pomodoro.

  3. Rigatoni con Pajata. Si cucinano con l’intestino tenue del vitello da latte. È un piatto molto verace e povero, divenuto con il tempo da veri intenditori.

  4. Spaghetti cacio e pepe. Sembrano facili da preparare ma non lo sono. Il trucco è usare un po’ d’acqua di cottura per mantecare il pecorino. Lo scopo è ottenere quella cremina appetitosa da acquolina in bocca. Come pasta vanno bene anche i più spessi tonnarelli.

  5. Spaghetti alla Gricia. Si tratta di una Amatriciana senza pomodoro e senza cipolla. Meno conosciuta ma davvero buona e delicata. Il suo profumo è fragrante e il suo gusto rivela tante sfaccettature. In pratica 50 sfumature di Gricia!


I secondi piatti

Cosa mangiare a Roma dopo una top five così? No problem, ci stiamo appena scaldando. La maggior parte dei secondi sono a base di carne. In essi si rivedono le tracce di un passato popolare. È frequente l’utilizzo di tagli di carne poco pregiati o di recupero. Le radici modeste non hanno però nulla da invidiare a pietanze ben più blasonate. Eccoli uno per uno: 

  1. Trippa alla romana. Si fa con lo stomaco di bovino e polpa do pomodoro profumata con la menta. Per molti ma non per tutti, specialmente i palati più delicati. Il resto è soffritto di carota, sedano, cipolla e aglio, sfumato con del vino.

  2. Abbacchio a scottadito. Un duro dal cuore tenero. Sono costolette d’agnello cotte velocemente su piastra o brace. L’idea è renderle croccanti fuori e morbide all’interno. Un contorno ideale? Patate arrosto tutta la vita!

  3. Coratella e carciofi. Entra in scena il “quinto quarto”, cioè le interiora scartate e vendute a basso costo. Si cuoce in umido con cipolla e carciofo romano.

  4. Fagioli con le cotiche. Molto verace e spartano, ma è un classico intramontabile tra i piatti tipici di Roma. È la classica cotenna di maiale, cioè la pelle con uno strato di grasso. Cuoce fino a sciogliersi in bocca, insieme a cannellini secchi e pomodoro.

  5. Saltimbocca alla Romana. Si prepara con fettine di vitello battute, farcite con prosciutto cotto e salvia. A tenerla insieme sono degli stuzzicadenti. Il tutto cuoce in padella, sfumando con vino bianco. Alcune versioni prevedono in alternativa, pancetta o speck.

  6. Coda alla Vaccinara. Il vitello si insaporisce con aglio, cipolla, prezzemolo, carota, lardo e pomodori. La carne cuoce lentamente, fino a staccarsi dall’osso senza bisogno di coltello. A volte ci vanno anche uvetta, cannella e addirittura cacao amaro. Spesso ne si usa il sugo per condire la pasta.


Cosa mangiare a Roma se sei vegano?

L’avresti mai detto che alcuni piatti della tradizione nascono proprio vegani? Ebbene si, anche senza seitan e tofu, la cucina laziale è ricca di verdure e ortaggi saporiti. Ecco alcune proposte per chi non mangia carne: 

  1. Puntarelle. Sono germogli di cicoria catalogna condite con battuto di aglio, sale e aceto. Hanno un gusto intenso, ottime per contorni e sfiziose insalate. La loro consistenza croccante è molto apprezzata, per accompagnare del buon pane croccante.

  2. Carciofi alla Giudia. La loro origine è ebraica. Si usano carciofi grandi e carnosi come le cosiddette “mammole”. Nella versione nostrana si utilizza la qualità dei “cimaroli”. Prima bisogna immergerli in acqua e limone. Poi vanno fritti in olio bollente. I carciofi alla romana cuociono in tegame o casseruola, con aggiunta di prezzemolo e mentuccia. Sono eccellenti per iniziare il pranzo ma anche per chiudere la cena.


I dolci tipici di Roma

La pasticceria romana in verità non è particolarmente ricca. Dal punto di vista della quantità siamo ben lontani da quella campana o siciliana. Però se parliamo di qualità allora il discorso cambia. Le poche specialità riescono comunque a fare la loro figura a tavola. Signori il dessert è servito:

  1. Maritozzi con la panna. Queste deliziose pagnotte ripiene sono la risposta alla domanda: cosa mangiare a Roma? Non lasciare la città senza averle assaggiate. Gli ingredienti sono: farina, latte, zucchero, uova, e naturalmente panna montata. Secondo la tradizione, i fidanzati li portavano in dono alle future spose. Da questa usanza deriva il loro nome. Ne esistono varianti al cioccolato, uvetta, miele, pinoli e anche salati.

  2. Crostata di visciole. Il cuore di questa torta è una varietà di ciliegie dal sapore un po’ acidulo. Il tutto è avvolto con la pastafrolla e una spolverata di zucchero a velo. C’è anche la versione con aggiunta di ricotta, che è altrettanto squisita.


Street food

Si chiama cibo da strada ma il sapore è quello di casa. Fin dall’antichità, cittadini, soldati e viaggiatori potevano consumare fuori dalla propria “domus”. Ciò dimostra che in realtà lo street food non è un’invenzione esotica ma tutta nostrana. Qui sotto gli imperdibili che entrano a pieno titolo tra i piatti tipici di Roma: 

  1. Pizza bianca e mortazza. In giro tra le meraviglie della Città Eterna non c’è niente di meglio di questo spuntino buono e veloce. Si usa la variante romana della mortadella, non quella romagnola.

  2. Pinsa romana. È una specie di pizza “pinsata”, cioè allungata a mano, senza mattarello. Per rendere l’impasto più soffice e digeribile, deve lievitare per almeno 3 giorni. il risultato è una vera poesia.

  3. Supplì. Solo dopo averli provati si può continuare a parlare di cosa mangiare a Roma. Non vanno confusi con le arancine siciliane, anche se sono parenti. Si fanno con riso bollito condito con ragù e formaggio pecorino. Il loro nome è una storpiatura del francese “surprise” Infatti all’interno nascondono un cuore di mozzarella o fiordilatte. Si ripassano nel pangrattato e poi si immergono nell’olio per friggerli.

  4. Panino con la porchetta. Qui siamo davanti a un classico assoluto. Per goderne appieno bisogna usare alcuni prodotti tipici di Roma. Il pane deve essere quello di Genzano, e la porchetta quella di Ariccia.

  5. Coppiette. Sono striscioline di carne (equina o suina) aromatizzate con finocchietto, peperoncino, aglio e rosmarino. Spesso si lasciano anche macerare nel vino bianco. La loro diffusione è principalmente nella zona dei Castelli romani e della Ciociaria.

È il momento dei saluti, e magari di un caffè o di un amaro. Ora dovresti avere le idee molto più chiare su cosa mangiare a Roma. Buon proseguimento e soprattutto buon appetito. Torna presto per raccontarci la tua esperienza e lasciarci un commento.



Like it? Share with your friends!

542
542 points

0 Comments

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

What's Your Reaction?

hate hate
0
hate
confused confused
0
confused
fail fail
0
fail
fun fun
0
fun
geeky geeky
0
geeky
love love
0
love
lol lol
0
lol
omg omg
0
omg
Davide Bert

Giornalista pubblicista prestato al copywriting, dalla carta stampata alle pagine web. Ho iniziato a scrivere perché me lo ha consigliato lo psicanalista come forma di terapia, e lo faccio per lavoro così posso anche pagargli la parcella.
Choose A Format
Personality quiz
Series of questions that intends to reveal something about the personality
Trivia quiz
Series of questions with right and wrong answers that intends to check knowledge
Poll
Voting to make decisions or determine opinions
Story
Formatted Text with Embeds and Visuals
List
The Classic Internet Listicles
Countdown
The Classic Internet Countdowns
Open List
Submit your own item and vote up for the best submission
Ranked List
Upvote or downvote to decide the best list item
Meme
Upload your own images to make custom memes
Video
Youtube and Vimeo Embeds
Audio
Soundcloud or Mixcloud Embeds
Image
Photo or GIF
Gif
GIF format