Cosa mangiare a Firenze: tutti i piatti tipici

La città capoluogo della Toscana è chiamata “la bella”, ma è anche buona, specialmente se sai cosa mangiare a Firenze. Se no, chiedi a noi.


La patria del sommo poeta Dante Alighieri è città d’arte e d’arte…culinaria. Del resto la Toscana è una delle regioni italiane con la tradizione eno-gastronomica più antica. Lo dimostra il fatto che le ricette tradizionali sono praticamente e stesse da secoli. E allora cosa mangiare a Firenze per fare un vero e proprio salto nel tempo? Non cercare la DeLorean di Ritorno al futuro, sei già in viaggio. 

Da queste parti la cucina è un trionfo di carni bianche e selvaggina di penna (uccelli, pollo, tacchino, faraona, fagiano). Non manca la cacciagione classica (lepre e cinghiale) e la carne bovina ovviamente. In pratica sui piatti tipici Firenze se la gioca alla pari con qualunque altra località del Belpaese. Conosciamole tutte e scopriamo insieme quale sarà il tuo prossimo piatto preferito.

Dolce o salata una…Schiacciata sempre vincente

Se fossimo su Wikipedia scriveremmo “disambiguazione”, perché per un paio di piatti tipici Firenze dimostra poca fantasia. Infatti qui lo stesso nome corrisponde a due pietanze differenti, una dolce e l’altra salata. La prima è una tradizionale torta che si prepara nel periodo di Carnevale. È soffice e profumata, dallo spessore di massimo 3 centimetri. Gli ingredienti sono: latte, uova, zucchero, farina, lievito, vaniglia, succo e scorza d’arancia. Una volta pronta si spolvera con zucchero a velo. Se ne trovano pure farcite con panna montata o creme di vario tipo. Per renderne inconfondibile la zona d’origine, di solito al centro si decora con lo stemma del Giglio disegnato con il cacao. 

L’altra schiacciata, detta anche Schiaccia o Ciaccia, è invece una focaccia salata. Le materie prime stavolta sono: lievito, farina, acqua e olio. Poco prima della cottura si aggiunge sale e olio EVO. È morbida e fragrante, si consuma di solito imbottita con formaggi o salumi. A essere sinceri è una specialità adottiva. Non a caso nasce a Grosseto, dove vanta il titolo di Prodotto Agroalimentare Tradizionale. Divide questo primato con la variante “pizzicata” di Montiano, frazione di Magliano.

Le sue origini sono frutto del caso e della consuetudine. In pratica una volta erano essenzialmente il modo con cui si saggiava la giusta temperatura del forno prima di cuocere il pane. Già da subito però conquistano il loro posto a tavola. Si consumano come antipasto, come spuntino o come base per i sandwich. Quindi se ti domandi cosa mangiare a Firenze, adesso conosci già la risposta.

Una classifica dove sono tutti “primi”

Tolto il dubbio delle due pietanze omonime, adesso facciamo sul serio. Cominciamo buttando la pasta e in generale dai primi. Di piatti tipici Firenze ne ha da vendere, ma noi te li diciamo gratis. 

Crespelle alla Fiorentina. Sono l’italianizzazione delle crêpe. Hanno ripieno di ricotta e spinaci e il condimento di besciamella. In alternativa si aggiunge pure salsa di pomodoro e parmigiano. 

Ravioli mugellani. Si tratta di un tipo di pasta fresca ripiena con patate e condita con burro, salvia e ragù di carne. C’è anche una versione più leggera e veloce con la semplice salsa al pomodoro. 

Ribollita. È il classico piatto della cucina povera e contadina, votata al risparmio e al recupero. Gli ingredienti, a seconda della stagione, sono: fagioli borlotti o cannellini, cavolo nero o cappuccio, verza, carote, cipolla e patate. Si usa pure pomodoro e pancetta. Il nome deriva dalla preparazione. Infatti una volta cotte le verdure, si fa una ribollita con olio EVO e pane raffermo. 

Pappardelle al ragù di cinghiale. Siamo onesti, è un’altra cosa mangiare a Firenze un piatto così. Questa prelibatezza a volte si cucina pure con pici senesi o tagliatelle, ed esclamerai Maremma!

Pappa al pomodoro. Qui sull’Arno è un capo…polavoro! Si fa con pane raffermo, cipolla, olio EVO, conserve o pelati. La variante estiva è la Panzanella che si prepara fredda con aggiunta di cetrioli. 

Fagioli all’uccelletto. Viene subito in mente il mitico Terence Hill che ne mangia una padella in Lo chiamavano Trinità. L’ingrediente principale sono i cannellini, meglio ancora se i toscanelli, a buccia bianca e sottile. Il resto è soffritto di aglio, olio e salvia con salsa di pomodoro, sale e pepe. Si chiamano così perché in passato ci si arricchiva la selvaggina volatile. Oggi si usa più la salsiccia.

Anche per i secondi piatti tipici Firenze ti accontenta, e tu godi

Nel gergo della boxe si dice “fuori i secondi”! Lo diciamo pure noi e iniziamo il prossimo round sulla tavola toscana. Stai con la guardia alta che per questa lista di piatti tipici Firenze è da KO. 

Lampredotto. È un antico cibo da strada adottato in ambiente casalingo. Consiste nelle interiora di bovino che farciscono due fette di pane. Il nome deriva dalla forma che ricorda la Lampreda. Questa anguilla, una volta era molto costosa, così il popolino si inventò una gustosa alternativa. 

Trippa alla fiorentina. Se per la chimica “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, per la cucina non si butta via nulla. Questo vale pure per le frattaglie di manzo con pomodoro, rosmarino, parmigiano, sedano, cipolla, carota e aglio. Si accompagna inoltre con pane sciapo (o sciocco). La locuzione avverbiale “alla fiorentina” non è solo un modo di preparare ma di essere! 

Peposo alla Fornacina. Pare che nella sua invenzione ci sia lo zampino del Brunelleschi. Infatti nei lavori alla cupola di Santa Maria del Fiore, le maestranze si allontanavano per il pranzo. Per guadagnare tempo, l’architetto chiese loro di restare, cuocendo il pasto nelle fornaci usate per fabbricare i mattoni. Da qui deriva il nome della pietanza che è muscolo di manzo stufato in vino rosso, con aggiunta di abbondante pepe nero. La ricetta originale prevede diverse ore di cottura. 

Bistecca alla fiorentina. Cosa mangiare a Firenze di più fiorentino della fiorentina? È in sostanza una lombata di Chianina dal peso di circa 1,5 kg, spessa 5-6 cm. Si mangia al sangue o poco più. Guai a chiederla ben cotta. È come dire a un cuoco giapponese di ripassare in padella il sushi. Il top è con un piatto di fave e un buon Chianti tipo Hannibal Lecter!

Pasticceria: cosa mangiare a Firenze di tipico?

Chiudiamo in dolcezza con qualcosa di ideale per finire un buon pasto, ma pure per la colazione o la merenda. Se sei un tipo goloso e ti chiedi cosa mangiare a Firenze per dessert, ecco la risposta: 

Zuccotto. Le tracce della sua origine si perdono tra storia e leggenda. Pare sia l’architetto Bernardo Buontalenti, si narra pure inventore del gelato, l’autore di questo dolce. Lo ideò per Caterina dei Medici, usando un copricapo della fanteria per dargli la forma. Infatti in principio lo Zuccotto era noto anche come “Elmo di Caterina”. È in pratica l’antenato dei semifreddi, fatto con pan di Spagna imbevuto di Alchermes, farcito con ricotta, mandorle e canditi. Oggi si prepara col gelato. 

Berlingozzo. A Firenze, durante il Carnevale, il Giovedì Grasso si chiama “berlingaccio”. Il termine deriva dal dialetto berlinagare, cioè gozzovigliare o divertirsi. Si prepara con: uova, farina, olio, latte, zucchero e buccia d’arancia. Morbido e leggero è il gran…ciambellone delle torte toscane. 

Zuppa inglese. A dispetto del nome sembra che questo famoso gusto di gelato abbia radici proprio in Toscana. Si racconta della cuoca di una famiglia inglese residente a Fiesole. La donna, da brava risparmiatrice, conservava i biscotti avanzati all’ora del tè. Gli stessi poi li metteva l’uno sopra l’altro e li serviva con aggiunta di crema pasticcera liquida. Ecco pronto il delizioso dessert. 

Castagnaccio. Se anche i dolci sono a pieno titolo dei piatti tipici Firenze ne ha uno che più tipico non si può, il Castagnaccio. Servono: noci, uvetta, rosmarino, pinoli e farina di castagne. Si amalgama il tutto e si mette in forno per circa 40 minuti fino a che la crosta diventa scura. Meglio mangiarlo tiepido. Allora, prepariamo il conto? Calma, era solo una battuta, se ci lasci un commento offriamo noi!



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Davide Bert

Giornalista pubblicista prestato al copywriting, dalla carta stampata alle pagine web. Ho iniziato a scrivere perché me lo ha consigliato lo psicanalista come forma di terapia, e lo faccio per lavoro così posso anche pagargli la parcella.
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